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1. Hanna Arendt e le origini del totalitarismo

Benvenuti alla prima lezione dedicata alla filosofa della politica(o come amava definirsi alla teorica della politica ed alla pensatrice della politica) Hannah Arendt. In questa prima lezione daremo qualche cenno alla vita, qualche cenno biografico e in seguito vedremo il rapporto tra Hannah Arendt ed il femminismo e sull’analisi della sua prima opera che la porterà alla notorietà, ovvero “Le origini del totalitarismo”, nella seconda lezione vedremo invece l’opera “La banalità del male” (operà in cui verrà trattato il tema della shoah, il tema dell’olocauto ed il tema dei campi di sterminio partendo dal celeberrimo processo ad Adolf Eichmann, processo che si svolgerà nei primi anni sessanta nello stato d’Istraele. La terza lezione sarà invece incentrata sull’opera più famosa dell’autrice ossia “Vita activa” in cui si occuperà di lavoro, di cittadinanza come partecipazione.

Hannah Arendt nasce nel 1906 ad Hannover, in Germania, da una ricca e facoltosa famiglia di origine ebraica e si forma filosoficamente a Berlino per poi continuare il suo percorso di studi in molte altre città universitarie tedesche perché s’iscriverà e frequenterà poi le università: di Marburgo, di Friburgo per poi stare a lungo nella città di Heidelberg.

Tra i suoi maestri ovviamente vi è Jaspers ma poi vi è Heidegger con il quale Hannah Arendt avrà una relazione sentimentale, una relazione amorosa.

Dunque Jaspers e Heidegger saranno i due maestri, i due principali mentori di Hannah Arendt nella sua formazione negli anni della sua prima formazione.

Ovviamente a causa delle sue origini ebraiche sarà costretta nei primi anni 30 (nel 33 per l’esattezza) ad abbandonare la Germania ovvero dopo, di fatto, la presa del potere da parte di Adolf Hitler tra i mesi di Dicembre del 1932 ed i mesi di Gennaio e Febbraio del 1933

Con il suo primo marito Gunther Stern comincerà a scappare dalla Germania e comincerà a rifugiarsi inizialmente a Parigi dove comincerà a vivere una condizione di Apolide, di donna senza patria e poi si trasferirà nel 1941 negli Stati Uniti d’America.

Negli anni ’30 è una sostenitrice del Sionismo, cioè appoggia il movimento politico che a fine Ottocento ha visto gli ebrei di tutto il mondo confluire nelle terre di Palestina a partire dall’ opera “Lo stato ebraico” di Theodor Hers dunque una sostenitrice negli anni ’30 del sionismo, del movimento che appunto sosteneva il ritorno del popolo ebraico dopo la diaspora, dopo millenni dalla diaspora, verso le terre della Palestina, verso le terre del passato e dell’antico regno di Gerusalemme.

Negli Stati Uniti Hannah Arendt insegnerà anche nelle università americane e si sposerà con un secondo marito Heinrich Blücher e negli Stati Uniti scrive molto per riviste ebraiche, riviste statunitensi, ha tantissimi riconoscimenti e pubblicherà appunto “Le origini del totalitarismo”, pubblicherà “La banalità del male” e successivamente pubblicherà “Vita activa”.

Morirà negli Stati Uniti nel 1975 mentre sta lavorando ad un opera che rimarrà però incompiuta intitolata “La vita della mente”.