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1. Introduzione a Socrate: la filosofia come oralità

Se c'è un'autore del programma di terza che vi può fare appassionare alla filosofia è senza alcuna ombra di dubbio Socrateuno dei giganti del pensiero antico a partire, però, da una situazione che può sembrare contraddittoria e problematica: Socrate è un gigante del pensiero, è probabilmente l'emblema della filosofia, Socrate è un personaggio e filosofo affascinante nonostante Socrate non abbia scritto nulla, dunque prima di parlare di Socrate e del suo pensiero dovremmo oggi affrontare questo problema, il problema dell'assenza di scritti diretti di Socrate perchè è un problema, alcuni ad un certo momento hanno dubitato addirittura dell'esistenza di Socrate.

Socrate è esistito ed abbiamo tantissime fonti che ce lo raccontano però per poter arrivare al pensiero di Socrate dovremmo capire quale esso sia realmente poichè è sempre un pensiero filtrato dagli occhi, dai racconti e dal pensiero di altri autori.

Detto questo vedremo un filosofo che è passato alla storia per essere il filosofo dell'uomo, il filosofo che inizia ad indacare l'uomo, il filosofo della virtù, il filosofo della correttezza, il filosofo dell'indagine, il filosofo innamorato della città, il filosofo che rispetta le leggi anche quando le leggi lo condanneranno a morte, il filosofo condannato a morte anche per le sue idee, il filosofo che non fugge di fronte alla morte ed alla condanna quando gli allievi (Critone su tutti) avevano già organizzato la fuga del maestro, è il filosofo della dolce morte, del prender la ciguta con calma, serafico, salutando gli allievi, abbracciandoli guardando la moglie, guardando i figli, è un personaggio diventato talmente l'emblema della filosofia che,addirittura, gli scritti dei filosofi precendenti a Socrate sono stati definiti scritti presocratici, addirittura I filosofi precedenti al pensiero di Socrate sono definiti filosofi presocratici, ma vi ho detto che è un errore in quanto non si può parlare di presocratici.

Protagora è contemporaneo a Socrate, Democrito è contemporaneo a Socrate e tutto il pensiero dei cosiddetti presocratici è un pensiero automo, degno ed elevato a prescidere da un Socrate quasi come un cristo rispetto al quale vi è un prima di Cristo ed un dopo Cristo, un prima Socrate ed un dopo Socrate, noi non dobbiamo trasformare Socrate in un Cristo ante litteram però talmente è stato amato (e odiato), talmente ha ricoperto un ruolo importante nella vita di Atene, soprattutto negli ultimi anni del 400, che Socrate è diventato un personaggio emblematico ed è diventato l'emblema della filosofia. Cerchiamo di capire in questa breve introduzione i passaggi fondamentali del suo pensiero.

Socrate nasce ad Atene nel 470 e morirà nel 399 dopo il celeberrimo che la città, attraverso la figura di alcuni sofisti giovani (Anito e Meleto) che lo hanno appunto condannato, sul processo che la città porta avanti contro Socrate.

Socrate è dunque il filosofo condannato a morte che ci verrà descritto da diverse fonti come Policrate o come Platone che si difende fino alla fine rispetto a questa condanna a morte che però accetterà e porterà dunque a compimento, il suo destino è di morire rimanendo fedele alla città.

Nasce, vi dicevo, ad Atene e vive tutta la sua vita ad Atene e trascorre la sua vita ad insegnare ai giovani, che cos'è la filosofia per Socrate? La filosofia è innanzitutto un insegnamento ma è un insegnamento finalizzato a che cosa? E' un'insegnamento finalizzato a conoscere la verità, ma dov'è la verità? la verità è dentro di noi.

Il nucleo portante, il pensiero di Socrate è la ricerca della verità, la verità ancora una volta contrapposta alla doxa ma la verità non è figlia di un indagine naturalistica, non si occupa di indagine naturalistica, non è figlia di un indagine cosmologica ma è figlia di un indagine iinteriore. La verità alberga nell'uomo e ricercare la verità vuol dire guardare dentro a se stessi.

Cos'è fare filosofia? fare filosofia è ricercare la verità. Ma dove risiede la verità? Dentro ogni uomo. Come si ricerca la verità? Dialogando con noi stessi e con gli altri, il dialogo. Socrate è il filosofo del dialogo, la verità giunge al termine del dialogo, del dialogo che ogni uomo deve intraprendere con se stesso (dialogare con se stessi è difficilissimo) ogni uomo deve avere questa capacità. E del dialogo che inizia, che si porta avanti con gli altri, dialogare con se stessi e dialogare con gli altri questo è il compito del filosofo. La filosofia è dialogo e già qui ho risposto al primo grande problema, alla prima grande anomalia del socratismo e del perchè non scrive nulla.

Socrate non scrive nulla perchè la filosofia è un dialogo incessante alla ricerca della verità che alberga e che è dentro a noi stessi. Ma la verità, se è una ricerca, deve essere una ricerca costante ed incessante, se la verità giunge al termine del dialogo, se la verità è la ricerca della verità essa non può mai fermarsi. La scrittura ferma il pensiero. La scrittura (il nero su bianco) ferma.

Mettiamolo nero su bianco, cosa si vuol fare quando si dice quello, stabiliziamo il pensiero. Senti, siamo arrivati qua, mettiamo nero su bianco in questa lettera, in questo contratto cosa ci siamo detti e cosa abbiamo stabilito. Vuol dire fermare, darsi dei punti fermi e fissi. Socrate dice che ogni punto fisso è in realità un punto mobile da cui nuovamente inizia la ricerca e dunque, poichè la filosofia è ricerca, poichè la scrittura bloccherebbe la ricerca la filosofia è dialogo orale. Socrate è il filosofo dell'oralità, c'è il primato dell'oralità, della ricerca della filosofia orale su quella scritta ma è un primato talmente primato che non scriverà nulla, mentre il suo più famoso allievo, che diventerà anche il più importante filosofo dell'antichità, Platone, scriverà tanto, più di trenta dialoghi e diverse lettere.

Ma allora il suo allievo migliore già non riconosce l'aspetto principale del Socratismo ossia l'oralità? No, proprio perchè esalta l'oralità ma ha paura che tutto vada al contempo perso dirà : Io faccio filosofia oralmente (Platone teneva lezioni di continuo) ma salvo alcuni contenuti, alcuni temi del suo fare filosofia. Ma che forma di scrittura sceglie Platone? Il dialogo.

Platone scriverà più di trenta dialoghi, sceglierà come forma di scrittura quella del dialogo come atto d'amore verso il suo maestro. Il mio maestro non ha scritto nulla perchè il dialogo era dialogo orale e vivo, io continuo a dialogare in maniera viva con i miei allievi ma nel frattempo, oltrettutto, lascio dei dialoghi scritti che testioniano il pensiero. Poi Platone amerà talmente Socrate che lo renderà protagonista di tutti i dialoghi e soprattutto dirà che tutto quello che sta emergendo della sua teoria è in realtà di Socrate, non è vero, poche cose del platonismo sono autenticamente di Socrate, tutte le maggiori teorie di Platone sono frutto di Platone, però Platone talmente ama il suo maestro, lo esalta e talmente gli è debitore che attribuirà sempre la paternità di quanto lui va dicendo, scrivendo e teorizzando al suo maestro e nei dialoghi di Platone la verità emergerà sempre attraverso il protagonista personaggio di Socrate, cioè nei dialoghi di Platone, Platone parla per bocca di Socrate, è un atto d'amore assoluto.

Socrate fà proprio il celebre motto dell'oracolo di Delphi, l'oracolo di Delphi erano dei sapienti presso cui si recavano uomini politici, militari, uomini d'affare a chiedere la lettura del futuro o avere degli squarci su quello che poteva accadere, un giudizio etico, morale e politico per poter affrontare le grandi sfide di tipo militare, politiche ed economiche e spesso (voi dite sarei in grado di fare il saggio anche io se la risposta è quella) l'oracolo rispondeva "cerca in te stesso" il problema e che la ricerca in noi stessi è molto lunga e spesso non abbiamo la forza e la capacità di cercare dentro di noi ed è la ricerca più ardua: per risponderti alle tante domande sulla vita devi innanzittutto interrogarti e cercare dentro di te le risposte, conosci te stesso.

Perchè Socrate sarà un autore sempre attuale? ma quando potrà passare di moda una filosofia di questo tipo che è poi la base di molte filosofie anche orientali, o di oggi, o del buon senso. Socrate, con il punto di fuga del "conosci te stesso" tra centinaia di anni sarà ancora attuale il pensiero socratico perchè quando vi è una coscenza avremo sempre quel momento in cui diremo "la risposta sta dentro di me".

Per studiare Socrate dobbiamo incrociare delle fonti perchè non avendo scritti socratici.

Le principali fonti da cui noi deduciamo il pensiero socratico sono:

1) PLATONE: La fonte più pericolosa, in quanto allievo, in quanto innamorato (anche in senso omofilo) e Platone (soprattutto negli scritti giovanili) ci racconta molto di Socrate. Socrate alla ricerca della virtù, ci racconta il processo a Socrate. E' una fonte, è una miniera d'oro e noi sappiamo (incrociando le fonti) che molto di quello che Platone ci racconta è assolutamente vero ma certamente esaltato. Nel simposio, ad esempio, Socrate è ovviamente il protagonista. Quando tutti hanno freddo, lui regge il freddo. Tutti bevono e si ubriacano ma lui regge l'alcool, e quando ci sono le scenate di gelosia mantiene sempre la plomb e la freddezza. Socrate, cioè, viene esaltato e reso quasi come un super filosofo, sempre con la risposta giusta, sempre pronto a decostruire le argomentazioni altrui, non si fà mai prendere dai sentimenti e dalle passioni più sfrenate e sa sempre tenerle a bada. Probabilmente è un'esagerazione, non è così in realtà. Ma il fatto che il nucleo della filosofia sia composto dal dialogo, dalla virtù e dalla ricerca e della fedeltà ad Atene è ritrovabile in altre fonti come ad esempio Aristotele

2) ARISTOTELE: Aristotele è l'allievo di Platone, vivrete in queste lezioni un trittico incredibile: Socrate maestro di Platone, Platone maestro di Aristotele. Mentre Platone è fedelissimo a Socrate per tutta la vita. Aristotele sarà, invece, in netta rottura con Platone.

Tanto è che Platonismo ed Aristotelismo saranno due prospettive filosofiche che nel medioevo ritorneranno sia nell'arte che nella letteratura. L'aristotelismo è una prospettiva e il platonismo un'altra che poi nell'umanesimo e nel rinascimento si incroceranno. Aristotele rompe con Platone mentre Platone continuerà nel segno e nel solco di Socrate ma sono maestro-allievo, maestro-allievo.


Le altre fonti che citiamo sono molto interessanti, perchè sono due fonti critiche di Socrate ed usando due termini molto usati in politica cioè "Destra" e "Sinistra" sono molto importanti e sono:

3) ARISTOFANE: Aristofane, che è il grande commediografo, autore di molte opere come "Le nuvole" che ci racconta di Socrate. Nelle "Nuvole" Aristofane ci ubica Socrate in un pensatoio sulle nuvole e ce lo descrive come un'uomo sempre a voler insegnare ai ragazzi cose, però, futili che distolgono i giovani dall'attenzione per le cose terrene ed importanti. Socrate con il suo pensatoio sulle nuvole distrae i giovani ad andare a demolire, a scardinare la realtà ad andare (prima cosa che leggete nell'apologia) ad indagare le cose che stanno sotto terra o quelle che stanno in cielo. Anzichè insegnare ai giovani ad occuparsi della realtà gli insegnerà ad indagare ciò che c'è sotto terra o ciò che è in cielo dunque a distrarre i giovani.

I vecchi valori di Atene Aristofane gli difende e dice che Socrate sta distraendo e disturbando diseducando i giovani.


La seconda critica arriva da un democratico, i democratici sono stati scalzati al potere nei primi anni del 400 da un colpo di stato dei trenta tiranni (ci torneremo nelle prossime lezioni) e dunque il governo democratico ateniese è stato scalzato di trenta tiranni tra cui vi è anche Crizia che è stato un ascoltatore delle lezioni di Socrate ed è parente di Platone. Il tiranno di Atene, a capo dei trenta tiranni è dunque crizia che è stato da giovane allievo di Socrate ed è Zio di Platone. Quando i trenta tiranni cadono e Socrate verrà processato, anche perchè , secondo i democratici,non ha preso le distanze dal governo dei trenta tiranni. I democratici accusano Socrate di essere vicino al governo dei trenta tiranni e Policrate scriverà un'opera intitolata "Processo a Socrate" che lo descrive. Incrociando le fonti possiamo dire che il processo c'è stato, la condanna a morte c'è stata, molte delle accuse sono quelle che riporta anche Platone. Platone nè riporta alcune di filosofiche invece Policrate racconterà più quelle politiche e sarà quella di essere stato alleato al governo dei trenta tiranni sei stato alleato di essi.

Policrate è una fonte importante perchè ci descrive il processo da un punto di vista democratico e dal punto di vista degli avversari di Socrate ma non dagli avversari aristocratici come era Aristofane ma bensì da quelli democratici come Policrate.

Poi ci sono altre fonti che ci presentano un'altro Socrate, un Socrate guru, santone. Il Socrate presentato da Senofane è un Socrate della vita quotidiana che passava tantissime ore per la città parlando coi ragazzi, disturbando le persone, mettendole in contraddizione, un Socrate insopportabile che usciva e tornava due giorni dopo e Santippe, la moglie, che se la prendeva con lui. Ci dice che partecipò ad un concorso di bellezza pure se era brutto per dimostrare quanto valga la bellezza interiore e cercò di vincerla a parole, c'è il tentativo di mettere insieme bellezza fisica e bellezza interiore, e questa è la grandezza di Socrate.