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1. L'uomo è un'animale creatore di cultura

La prima lezione di questa storia della pedagogia è ovviamente dedicata ad introdurre il tema dell'istruzione e dell'educazione. Cercando anche di capire che rapporto vi è tra istruzione ed educazione (che sono i due pilastri della pedagogia).

La storia della pedagogia è una storia dell'istruzione ed è una storia dell'educazione ed è anche una storia dell'azione educativa e della riflessione educativa.

Oggi cerchiamo di capire il ruolo dell'educazione, dell' istruzione ed il ruolo della pedagogia all'interno dello sviluppo e della comunità umana, la lezione è dunque dedicata al rapporto che vi è tra educazione, istruzione e pedagogia.

Cominciamo col dire che gli uomini interagiscono attivamente con l'ambiente circostante, con l'ambiente circostante e naturale interagiscono in modo attivo, giuncono addirittura a plasmarlo ed a manipolarlo.

L'uomo interviene artificialmente all'interno del mondo naturale perchè l'uomo ha una caratteristica ben particolare: l'uomo è un creatore di cultura, l'uomo è un'uomo culturale, è un'uomo che produce cultura.

Dunque l'uomo piega il mondo al proprio bisogno di controllo di esso, al proprio bisogno di interpretazione di esso.

L'uomo cerca di controllare la natura, di dominarla, di interpretarla, di capirla e nel fare ciò l'uomo produce più che mai cultura, l'uomo è un'animale creatore di cultura. L'antropologia individua proprio nell'uomo animale culturale una specificità dell'uomo. E cosa vuol dire essere un creatore di cultura? vuol dire che l'uomo produce valori (un'insieme di valori), significa che l'uomo produce norme, produce modelli, comportamenti, dà vita a simboli ed ha strumenti,

Tutto questo insieme di norme, di cultura, di valori, di simboli e di strumenti danno vita alla società umana. La società umana è caratterizzata da leggi, da norme, da comportamenti, da simboli, da strumenti, questa è la cultura. Ogni epoca ha culture diverse, ogni comunità umana ha culture che si differenziano o che si assomigliano ma l'uomo è un'animale culturale, l'uomo è un produttore di cultura e questa cultura che l'uomo produce è un vero e proprio processo formativo, c'è un processo formativo culturale e l'uomo è protagonista di un processo formativo culturale.

Questo processo formativo culturale non è iscritto nel codice genetico, non è iscritto in un patrimonio genetico, questo mondo di cultura, questo processo culturale, questa crescita culturale e questa creazione di cultura dev'essere trasmessa, dev'essere tramandata, dev'essere appunto lasciata ai figli, ai posteri, ai nipoti, ad altri uomini ed ad altre donne, dunque il problema della trasmissione della cultura è un problema di processo formativo e di processo poi educativo.

La pedagogia, dunque, come scienza dell'istruzione e dell' educazione ha proprio a che fare con questo processo culturale e formativo umano. L'uomo come animale culturale si forma, forma una cultura e questa cultura l'uomo la vuole trasmettere, trasmettere la cultura ha a che fare con l'istruzione, come trasmettere la cultura ha a che fare poi con l'educazione, quale prospettiva dare a questa cultura ha a che fare poi con l'educazione e la pedagogia è proprio la scienza che si occupa del rapporto tra istruzione ed educazione, vediamo insieme cosa sono l'istruzione e l'educazione.

L'istruzione è la trasmissione, la conservazione di nozioni, di comportamenti e di valori, chi istruisce ha dei valori che vuole trasmettere, ha dei comportamenti che vuole tramandare, ha un bagaglio di nozioni e di comportamenti che vuole appunto insegnare e che vuole trasmettere e trasferire poi il come si trasmettono le nozioni ed i comportamenti è uno dei problemi della pedagogia. L'istruzione è dunque la trasmissione e la conservazione di valori, di comportamenti e di nozioni.

Dall'altro lato vi è l'educazione, l'educazione è un momento finalizzato a sollecitare la crescita, è un momento per una crescita globale, l'educazione ha a che fare proprio con la formazione della personalità.

Da un lato abbiamo l'istruzione come trasmissione di nozioni e di comportamenti e dall'altro l'educazione come formazione della personalità. E' la storia della pedagogia, e' la storia dei sistemi d'istruzione e di educazione.

In questo corso verrà ripercorsa la storia della pedagogia, cioè la storia dei modelli d'istruzione e dei modelli di educazione.

Uomo animale culturale, l'uomo dà vita ad un processo formativo, questo processo formativo culturale, è un processo che si trasmette attraverso l'istruzione (trasmissione di nozioni, di comportamenti) ed attraverso l'educazione.

Lo stimolo, dunque, alla formazione di una personalità, lo stimolo ad una crescita globale. La pedagogia si fonda proprio su questi due pilastri: istruzione ed educazione, trasmettere conoscenze, comportamenti, trasmettere e conservare nozioni e al contempo formare la propria personalità da un punto di vista globale, di questo si occupa la pedagogia.

In questa prima lezione presentiamo già un'autore importante, uno psicologo americano Jerome Bruner che ha appunto analizzato il tema della necessità dell'educazione, vediamo alcuni passaggi di questo psicologo americano che tanti studi ha dedicato all'educazione ed all'istruzione: "L'uomo ha necessità di un'educazione, gli esseri umani, a differenza degli altri primitivi, hanno un'infanzia più prolungata ed un più lungo rapporto di dipendenza dagli adulti, l'opinione corrente sull'origine di questa condizione puo' essere sintetizzata in questo modo: a mano a mano che gli hominidi divennero sempre più bipedi, con le mani libere necessarie per l'utilizzo di utensili ci fù non solo un'aumento delle dimensioni di cervello ma anche la richiesta di una cintura pelvica più robusta per sostenere lo sforzo pressante di camminare retti , e l'aumento della forza nella cintura pelvica si verificò attraverso una graduale chiusura del canale natale e si determinò così un paradosso ostetrico: un cervello più voluminoso in rapporto ad un canale natale più stretto per il passaggio del neonato, la soluzione sembra essere stata raggiunta attraverso l'immaturità cerebrale dell'infante umano che non solo permetteva al neonato di passare attraverso il canale ridotto, ma che assicurava un'infanzia prolungata durante la quale potessero essere trasmessi i modi e le capacità della cultura. Ci sono ragionevoli argomenti da avanzare in favore delle tesi che la direzione di evoluzione dei primati che nell'umile toporagno, attraverso l'emula e le scimmie fino ai primati e all'uomo si è sviluppata non solo in funzione di una ,aggiore quantità della corteccia cerebrale e di tessuto per i recettori sensitivi, ma anche verso la selezione evolutiva di forme immature. Questa tendenza alla neotenia, com'è chiamata appunto, è particolarmente rilevante nell'uomo tanto che il cervello umano assomiglia, sotto certi aspetti e più da vicino, al cervello fetale del gorilla che ha il cervello adulto di quel primato".

L'autore ci vuole dire che l'infanzia prolungata richiede un più ampio periodo d'interazione con gli adulti senza il quale il nuovo individuo non sopravvive, a questo punto questa sfavorevole mancanza di autonomia dei piccoli esseri umani implica allo stesso tempo una più ampia possibilità di imparare e di immaginare con maggiore facilità una mole di conoscenze ed esperienze a partire dalle quali l'uomo riesce ad organizzare un'adattamento più complesso all'ambiente.

Bruner ci descrive un percorso evolutivo in cui ci sono interdipendenze fondamentali nell'evoluzione umana. La conquista della stazione eretta, ad esempio, che porta alla libertà degli arti superiori, a sua volta indirizza la selezione verso individui con una maggiore massa cerebrale e si arriva al paradosso ostetrico una linea che premia gli individui col cervello pià grosso ed un'altra che richied canali natali sempre più stretti. Questo paradosso viene segnalato da Bruner come soluzione decisiva per sviluppare la nostra specie che dà vita ad una possibilità di ampio intervento educativo nell'infanzia prolungata. La nostra specie ha bisogno di un'infanzia prolungata cioè è una specie che si evolve ed evolvendosi anche il cervello c'è bisogno di un'educazione.

L'uomo, in questo paradosso, si è adattato ad un cervello che è crescita, che è in crescita.

E questo cervello, che passa da uno stadio evolutivo infantile, po adolescenziale ed infine adulto è un cervello che verrà educato, che verrà stimolato e che verrà formato. La formazione è indispensabile all'uomo, istruzione educazione e formazione sono la caratteristica dell'uomo.

L'uomo ha un cervello tale che và portato all'istruzione, che và educato e che và formato. Istruzione ed educazione sono quindi due lati della pedagogia, due lati fondamentali dell'azione pedagogica.

L'azione pedagogica è finalizzata al trasmettere nozioni, a trasmettere comportamenti, a trasmettere valori e dunque un mio bagaglio valoriale e comportamentale che voglio trasmettere, che voglio insegnare ma al contempo la pedagogia ha un'azione di formazione, ha un'azione di crescita globale complessiva.

La storia della pedagogia è la storia da un lato dell'azione educativa e dall'altro della riflessione educativa, abbiamo l'azione educativa e la riflessione sia educativa che pedagogica. L'azione educativa sono proprio le realizzazioni concrete, è la realizzazione concreta delle attività di formazione, le azioni concrete di istruzione, di educazione e di formazione sono appunto le azioni concrete che insegnanti, educatori o genitori è l'attività educativa degli individui dentro ad una società organizzata.



Poi vi è la riflessione pedagogica educativa che è la riflessione sull'attività su esiti, fini e mezzi di quella attività ovvero una teorizzazione delle azioni educative, bisogna teorizzare le azioni educative e capire poi quale educazione sia la più adatta per poter arrivare a quegli obbiettivi ed a quelle finalità e dunque è la teorizzazione e l'analisi pedagogica educativa. La riflessione pedagogica analizza l'attività educativa e dunque la riflessione pedagogica e la pedagogia teorica è proprio una riflessione teorica su fini, strumenti, mezzi e fini dell'azione educativa, si riflette sull'azione educativa, si cerca di capire i fini i mezzi e le finalità educative e successivamente si elaborano delle teorie educative cioà teorie per sviluppare l'educazione in una direzione piuttosto che nell'altra direzione questo deve fare il pedagogo. Il pedagogo deve elaborare delle teorie che abbiano delle finalità educative. La pedagogia nasce come riflessione sull'azione educativa, quale azione educativa e per quali fini. E in questo corso saranno presentate le grandi tappe della storia pedagogica.

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