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1. Popper e il procedimento scientifico: problema-ipotesi-confutazione

Aggiornato il: 22 mag 2020

1. Karl Popper e il procedimento scientifico: problema-ipotesi-confutazione

Video: https://www.youtube.com/watch?v=wXXIFK5qG5o


Trascrizione a opera di Lorenzo Vergnasco

Nella prima lezione vedremo insieme il procedimento scientifico popperiano, nella seconda lezione affronteremo le critiche che Popper muove al marxismo, alla psicoanalisi e al metodo induttivo. Infine, nella terza lezione, tratterò il pensiero politico di Popper, il pensiero politico liberale. Perchè Popper è al contempo un grande, importante scienziato del novecento, un teorico di un nuovo metodo scientifico sia un teorico liberale, dunque c’è un doppio volto in Popper: Popper, da un lato, è il teorico del cosiddetto metodo scientifico falsificazionista e dall’altro è il teorico della società aperta, dei suoi nemici, della liberal democrazia moderna novecentesca. La prima lezione è proprio dedicata al metodo scientifico, al procedimento scientifico, cerchiamo solo di inquadrare Popper. Popper è sicuramente uno dei principali avversari del modello epistemolostico del circolo di Vienna dunque è un avversario del neopositivismo ed è poi uno dei massimi teorici del liberalismo, appunto, contemporaneo. Popper è anche un novello Socrate per alcuni aspetti, perché in ambito scientifico è un teorico della celeberrima ammissione d’ignoranza del nostro amato e vecchissimo Socrate perché, secondo appunto Popper, l’ignoranza è in motore della ricerca scientifica e oggi vedremo proprio questi aspetti. Siamo quindi in presenza di uno scienziato, di un logico, di un teorico di un metodo scientifico, siamo in presenza di un teorico del liberalismo, siamo in presenza di un filosofo che fa dell’ignoranza e dunque del dubbio più che mai un motore della ricerca filosofica/scientifica, scientifica/filosofica. Popper nasce a Vienna nel 1902, poi dovrà abbandonare l’Austria in seguito all’Anschluss in seguito dunque all’annessione della Germania nazista dell’Austria, in seguito alle leggi razziali, alle leggi di Norimberga, dunque tutta una serie di violenze che il terzo reich porterà nel cuore dell’Europa e della mitteleuropa, andrà appunto a Londra (stessa dinamica di Freud che abbandona appunto Vienna e va a Londra. A Londra poi morirà nel 1994 (nel frattempo è stato a lungo negli Stati Uniti) ma soprattutto poi in Nuova Zelanda, in Nuova Zelanda, molti degli studi, dei corsi poi e degli studi di Popper si terranno in Ocenia (nel quinto continente). Ecco che siamo in presenza di un’intellettuale, politico e scientifico, che cresce nella cultura mitteleuropea dei primi decenni del Novecento costretto poi a scappare ed andare a Londra nel mondo anglosassone, rimarrà poi di fatto nel mondo anglosassone perché la Nuova Zelanda è parte del mondo anglosassone (un paese del commonwelt). Le opere principaliche vi consiglio di appuntarvi e di ricordare sono le seguenti: “Logica della scoperta scientifica” (1934) e poi “La miseria dello storicismo” (in cui attacca appunto il marxismo parafrasanto la “miseria della filosofia “di Marx) e poi “La società aperta e i suoi nemici” (opera del 1945) e ancora “Congetture e confutazioni” (del 1962) per finire vi consiglio la sua celebre autobiografia “La ricerca non ha fine”, scrive anche un libello, un panflet sulla tv come una sorta di cattiva maestra. Siamo dunque in presenza di un solido, robusto intellettuale, di un grande protagonista del novecento da inserire poi in quel durissimo dibattito che vi sarà poi tra marxisti (della scuola di Francoforte) ed appunto liberali facenti capo a Popper ed a tutta un’altra serie di intellettuali, torneremo sui temi politici di Popper e degli avversari di Popper proprio nella terza lezione. Vediamo qual’è il cuore pulsante del pensiero di Popper. Secondo Popper la filosofia deve fondarsi su questa idea molto forte, la filosofia deve partire dal fatto che tutte le conoscenze, anche quelle che ci appaiono: più oggettive, più forti, più indubitabili, più assolute in realtà non sono mai definitive. Non esiste una conoscenza definitiva, non esiste la verità ultima, la verità è un’obbiettivo ma questa verità ultima e assoluta non c’è, anche le verità che ci appaiono più forti e robuste e che ci appaiono definitive così non sono. E dunque le verità, le conoscenze che ci appaiono vere vanno sempre sottoposte a critiche e saranno poi, negli anni, quasi certamente poi smentite o almeno riviste. Non c'è, dunque, una solida e assoluta verità, non ci sono conoscenze stabili e durature per anni, per secoli e, tantomeno, per millenni. Le ipotesi per quanto robuste, per quanto sostenute dall'esperienza, le ipotesi sono sempre criticabili e possono essere sempre falsificabite, e dunque anche la frase "Tutti i cigni sono bianchi" potrà un giorno essere smentita quando apparirà un cigno nero o un cigno di un altro colore. Dunque la frase "Tutti i cigni sono bianchi" non è altro che una verità, una conoscenza solida (ma non solidissima) forte (ma non assoluta) perchè anche la frase, l'affermazione, l'asserzione "Tutti i cigni sono bianchi" è solo in attesa di essere smentita e fino a quando non sarà smentita noi la prenderemo per vera ma, nel prenderla per vera, dobbiamo sempre avere la forza, la lungimiranza, l'intelligenza di capire che nessuna conoscenza è stabile ed assoluta ed anzi ogni conoscenza è portatrice con se di dubbi e di rivisitazioni. E c'è, a partire da questa riflessione da parte di Popper, un forte connubio tra conoscenza (dimensione gnoseologica) e dimensione politica perchè se non esiste una verità assoluta e tutte le verità vanno riviste e revisionate e se tutte le conoscenze sono suscettibili di dubbio i regimi politici che si fondono su una verità assoluta sono regimi da superare, sono regimi nemici stessi della ricerca, della conoscenza, della filosofia. Vi è uno stretto legame tra la dimensione gnoseologica e la dimensione politica. Perchè se la conoscenza deve sempre essere aperta, se la conoscenza deve sempre essere portatrice di revisione ebbene le dittature, i totalitarismi ed i regimi autoritari sono la negazione della ricerca, della filosofia e dunque della libertà. La libertà di pensiero, di ricerca, di scienza e di filosofia deve andare poi a braccetto con una libertà politica dentro la quale si può portare avanti la libertà di scienza, di ricerche e di filosofia. Dunque la libertà del dubbio filosofico porta ad una visione politica e democratica di società aperta. Ricerca aperta porta ad una società aperta ed una società aperta (non tirannica e non totalitaria) favorisce la ricerca aperta e dunque filosofia, ricerca, metodo scientifico aperti in una società aperta. Società aperta (tollerante, liberale e democratica) che deve favorire la ricerca aperta, liberale e democratica ed appunto in divenire e non fondamentalista, è dunque un nemico del fondamentalismo Popper. Oggi però vediamo, dopo questa breve introduzione, quello che è il procedimento scientifico popperiano, quali sono i pilastri del metodo scientifico popperiano, sono tre, il procedimento scientifico procede attraverso: i problemi, le ipotesi e le confutazioni. Il metodo scientifico popperiano consta di tre passaggi: i problemi (da risolvere) le ipotesi (per risolvere i problemi) e le confutazioni di queste ipotesi. Già questa struttura articolata in problema, ipotesi e confutazione ci fà capire che la prospettiva filosofica e scientifica di Popper è una prospettiva aperta, è una prospettiva in divenire, è una prospettiva in costante apertura verso problemi e le varie possibilità di risoluzione di questi problemi, è quindi un circolo virtuoso quello che propone Carl Popper come procedimento scientifico, Popper è il teorico di un procedimento e circolo virtuoso in ambito gnoseologico e scientifico, e questo circolo virtuoso si fonda sui problemi, le ipotesi e le confutazioni. Partiamo dai problemi: la conoscenza scientifica, per Popper, non parte solo dalla mera osservazione dei fatti. Fare scienza non è solo osservare i fatti alla Aristotele (o come tutti i grandi naturalisti chepartono dall'osservare i fatti) fondamentale osservare i fatti ovviamente, Popper è nel filone dell'aristotelismo, però perchè la curiosità, perchè la meraviglia, perchè le ipotesi. Però Popper ci dice la ricerca scientifica, il medoto scientifico e la conoscienza scientifica non è una mera osservazione dei fatti ma la scienza è risoluzione di problemi (problem-solving), la scienza è il tentativo di risolvere dei problemi, la scienza è risoluzione di problemi. Il punto di partenza della scienza non è l'osservazione dei fatti ma il problema ed il problema ci porta poi ad osservare i fatti cercandoli di capire, di comprenderli, di correlarli ma è il problema il punto di partenza del metodo scientifico e quindi i problemi sono quegli ostacoli che favoriscono la ricerca scientifica all'emergere di un problema emerge anche il problem solving che è il cuore della ricerca scientifica c'è il problema e vi è il tentativo di risolvere il problema. Ma cosa sono i problemi e quando nascono i problemi, da dove nascono i problemi? I problemi nascono da un contrasto tra quel che sono le nostre aspettative e quella che è la realtà degli eventi, dunque i problemi nascono dal contrasto tra le nostre aspettative, tra le nostre conoscenze acquisite e gli eventi. Abbiamo delle conoscenze, abbiamo delle aspettative e poi ci sono degli eventi, degli avvenimenti (c'è un rapporto tra noto e ignoto ci diceva il grande Cusano) ed anche qua c'è un problema tra quello che è il noto) ed anche qua c'è un problema tra quello che è il noto (quello che noi abbiamo come conoscenza, quelle che sono le nostre aspettative in base a quello che conosciamo) e gli eventi. C'è dunque un contrasto tra le nostre aspettative e gli eventi vi è, quindi, uno scontro che genera dunque un problema. Noi abbiamo alle spalle conoscenze, culture, miti, racconti, filosofie, visioni di mondo, religioni, conoscenze scientifiche, astronomiche, fisiche ma a un certo punto questo bagaglio che abbiamo culturale, questo bagaglio che abbiamo di conoscenze ed aspettative entra in contrasto avvenimenti nuovi ed i problemi nascono proprio per questo constrato tra il nostro bagaglio e l'evento nuovo. Il problema è ciò che mette in difficoltà le nostre certezze, i problemi nascono perchè sono messe in discussione le nostre certezze, sono messe in discussione le nostre conoscenze, i nostri modelli di vita, le nostre verità, le nostre conoscenze pregresse dunque il dubbio ed il problema ci portano a dover risolvere questo scontro, questo contrasto, a dover rimettere in discussione i nostri punti di arrivo perchè i punti d'arrivo non sono mai punti d'arrivo definitivi e quindi bisogna ripartire e rimettere in discussione tutto. Ed a questo punto, di fronte a questo contrasto che nasce tra le nostre conoscenze pregresse e l'evento, si devono formulare delle nuove ipotesi e qua c'è veramente una grande riflessione che fà Popper, perchè le ipotesi vanno formulate partendo da tutto il materiale che noi abbiamo a disposizione, anche da tutte le competenze che abbiamo, bisogna dare spazio alle intuizioni per poter fare delle ipotesi, bisogna essere creativi, avere fantasia, bisogna lasciarsi andare alle immaginazioni e spesso i miti e le fantasie del passato hanno prodotto delle intuizioni che si sono poi rivelate intuizioni scientifiche ed in questo caso Popper cita il grande Democrito che aveva ipotizzato in maniera fantasiosa, mitica e leggendaria gli atomi ma quella ipotesi si era in gran parte manifestata come un'ipotesi anticipatrice di una verità, e dunque per fare un'ipotesi, per formulare un'ipotesi bisogna far confluire immaginazione, creatività, fantasia e poi bisogna formularla e questa ipotesi è scientificamente valida se essa può essere confutabile (ecco qua l'aspetto estramamente originale di Popper). Un' ipotesi assume una validità scientifica se essa può essere smentita o falsificata (ovvero se un'ipotesi può essere sottoposta al giudizio, possa essere sottoposta ad una valutazione critica. Un'ipotesi è quindi scientifica se essa può essere criticata, giudicata e falsificata. Se un'ipotesi è blindata (è figlia quindi di un fondamentalismo e non si può discutere) quell'ipotesi non ha validità e questo è il cuore del circolo virtuoso: c'è un problema, elaboro un'ipotesi e questa ipotesi può essere confutata e se può essere confutata allora è un'ipotesi scientifica. La teoria di Popper si chiama "Teoria della falsificabilità" cioè può essere un'ipotesi veramente scientifica solamente se è possibile confutarla altrimenti no. Poichè posso confutare un'ipotesi posso trovare degli strumenti che possono portarmi a dire se domani pioverà o non pioverà ma non posso trovare degli strumenti che mi portano a dire se domani il sole sorgerà o non sorgerà perchè il sole sorgerà e non è falsificabile il fatto che il sole sorgerà. Le ipotesi che possono essere confutabili sono ipotesi scientifiche e dunque sono ipotesi scientifiche in quanto, potendo essere confutabili, andrò alla ricerca della confutazione e commetterò degli errori, degli sbagli ma essi sono gli elementi più fertili e fecondi del metodo scientifico. Per Popper la scienza è un sapere aperto, la scienza è scienza se vi è la possibilità, la scienza non è verificazionista (come per Galileo Galilei) in quanto non può essere verificata in maniera empirica una volta per tutte. La verità scientifica non è empiricamente dimostrabile.

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