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4. Hannah Arendt ed il femminismo

Eccoci al quarto ed ultimo appuntamento dedicato ad Hannah Arendt. In questa lezione tratteremo il rapporto che vi è tra Hannah Arendt ed il femminismo.

La premessa da cui partiamo è presente nella prima lezione ma la riprendiamo velocemente Hannah Arendt non fù una filosofa femminista ed anzi rifiutò ogni tentativo di inserire il proprio pensiero e la propria filosofia dentro al filone del femminismo in quanto la politica non riguarda il genere ma riguarda l'uomo nella sua totalità ed anche nella sua pluralità. La politica, dunque, non è secondo Hannah Arendt, strettamente connessa al genere, ci sono però degli aspetti della filosofia e del fare filosofia di Hannah Arendt che ritornano all' interno del dibattito che filosofe e pensatrici hanno sollevato nel corso del XX secolo.

Sono alcuni gli aspetti da mettere in luce partendo dal fatto che Hannah Arendt si occupa di alcune figure femminili importanti ed utilizza più di una volta riferimenti a filosofe, a scrittric e ad intellettuali donne concentrandosi molto anche sulle caratteristiche dirompenti, in particolar modo la scrittrice Karen Blixen, è una figura citata e studiata da Hannah Arendt fino ad arrivare all'attivista socialista Rosa Luxemburg, anzi il socialismo libertario di Rosa Luxemburg è apprezzato da Hannah Arendt la quale si troverà a dover rigettare le accuse di essere una liberale e conservatrice in seguito alla critica svolta e compiuta contro lo stalinismo. Rosa Luxemburg e Karen Blixen sono figure femminili importanti citate da Hannah Arendt. L'aspetto sul quale Hannah Arendt apre alla filosofia femminista è sicuramente l'aspetto della nascita, la categoria della nascita che è soltanto una delle caratteristiche dell'esistenza umana. Abbiamo detto la scorsa lezione che una delle caratteristiche, una delle condizioni dell'esistenza umana è appunto quella della nascita ed essa viene analizzata come dimensione, come categoria e come condizione dell'esistenza umana portando Hannah Arendt a fare una riflessione molto importante per quel che concerne il mondo femminista. Non sarà l'unica filosofa, non sarà l'unica pensatrice a soffermarsi sulla categoria della nascita, l'altra figura di rilievo sarà quella di Maria Zambrano (a cui dedicheremo una lezione in futuro) ed è questa una novità in quanto la filosofia maschile a partire da Platone fino ad arrivare ad Haideger la dimensione filosofica è emersa soprattutto nella morte. Ma della nascita abbiamo pochissimi filosofi e pochissimi intellettuali che si sono occupati di questa tematica ed anzi nessun filosofo ha dedicato una così grande attenzione al tema della nascita. Il fatto che delle figure come quelle di Hannah Arendt o di Maria Zambrano se ne occupino dimostra che la dimensione femminile delle due autrici è centrale nel mettere al centro della loro riflessione filosofica la nascita. Gli uomini non hanno fatto della nascita un'argomento di discussione filosofica cosi come la Arendt e la Zambrano, il loro essere donne porta (probabilmente) a portare al centro della riflessione filosofica la nascita. E la questione della natalità diventerà poi per Hannah Arendt una questione centrale per la questione politica, infatti la questione della nascita si collega strettamente alla questione dell'agire politico in quanto nascita ed agire politico e per l'autrice sono due dimensioni essenziali per l'esistenza umana ed anzi per l'autrice l'agire politico è la seconda nascita, si viene al mondo per la seconda volta quando si agisce politicamente. Questa seconda nascita dell'agire politico la si può dunque connettere alla prima nascita, la portatrice della vita è la donna e quindi se la seconda nascita (quella politica, quella che determinerà il nostro senso profondo dello stare nel mondo) si và a valorizzare il tema della prima nascita che passa attraverso la donna.

Se il nascere politico è un'elemento così centrale nella riflessione della Arendt và da se la nascita ( dal punto di vista biologico) sia ciò che permette l'azione politica.

La vita activa che è la vita politica è figlia della prima nascita, la nascita come categoria fondamentale all'interno del mondo è la categoria e condizione umana fondamentale dell'essere umano nel mondo. C'è dunque una nascita biologica e poi c'è una nascita politica da adulti, il senso della prima nascita è dato dalla seconda nascita ma la nascita è un'elemento centrale della filosofia della Arendt è un'elemento ineludibile ed innegabile. Nel nascere vi è l'essenza dell'uomo, nel poter nascere una seconda volta (primato non nel senso di dominio dell'uomo sulla natura). Per Hannah Arendt l'uomo deve sviluppare un rapporto ecologico nel senso dello stare in relazione con il mondo basata sul benessere e sul rispetto data dalla pluralità degli uomini e poi da quella del mondo.

C'è poi un secondo elemento che porta la scrittrice ed è dato dall'agire politico in quanto secondo l'autrice l'agire politico è attivo, diretto, è l'agire politico (per esempio) dei protagonisti dal basso della rivoluzione d'indipendenza americana. La rivoluzione americana viene esaltata come protagonismo dal basso come un processo politico emancipatorio. Poi,ovviamente, Hannah Arendt criticherà fenomeni come lo schiavismo e la schiavitù, le marginalità ed i massacri ma nella rivoluzione americana vi è l'azione libera e politica, diretta di una parte della popolazione che si assume la responsabilità sulle sue spalle.

Diventare maggiorenni significa assumersi la responsabilità dell'agire politico e questo momento di fondamentale importanza lo si può ritrovare nella rivoluzione americana: la politica vista come un motore attivo e come azione politica. Importante sarà anche la rappresentanza in quanto uno agisce all'interno della politica per poi produrre una rappresentanza che rappresenta l'azione politica, l'interesse politico e l'agire politico dei cittadini. Il governo è al servizio dei cittadini, al servizio del popolo (attivo in questo caso) nell'accezione di cittadini attivi e non come una massa anonima che marcia al suon delle fanfare con baionette e carrarmati mossi dalla violenza. La popolazione è intesa come cittadini autonomi e maggiorenni che agiscono e producono un governo che è una rappresentanza del loro agire politico che deve tutelare la libertà, la giustizia e la pluralità dentro la collettività.

Anche la democrazia consigliare è vista come un'azione politica diretta e positiva da parte della filosofa la creazioni di relazioni e di pluralità, una rappresentanza che sia costantemente sollecitata dal basso.

L'agire politico della polis come cittadinanza attiva ovviamente riecheggia nella dimensione politica caratterizzante novecentesca.

Le donne, a partire dagli anni 60 del novecento (cosi come le donne anche del primo femminismo) hanno fatto dell'agire politico diretto e del tentativo di produrre un cambiamento nella rappresentanza un loro " modus operandi" l'azione politica e l'agire politico diretto è dunque espressione di movimenti come quello femminista e la Arendt esaltando la forma di politica diretta, l'autorganizzazione l'agire politico in funzione di una rappresentanza. L'azione politica delle donne fatta di collettivi, fatta di azioni sul territorio, fatta di autorganizzazione nelle città ed in ogni luogo della società diventa elemento centrale nel femminismo. Ed Hannah Arendt è stata una teorica dell'azione politica diretta che deve influenzare il governo e produrre dei mutamenti in vista della libertà e dell'emancipazione la cirticità dell'autrice verso quelle forme di governo che si chiudono. La stessa diventerà poi una critica del femminismo nel momento in cui esso sceglie una via di chiusura rispetto ai dibattici politici di ampio respiro e sebbene non sia una femminista ci sono degli elementi che influenzeranno il femminismo e si riscontrano dei temi adottati e portati avanti dal femminismo anche nel suo pensiero. Come teorica dell'agire attivo è uno stimolo per il mondo femminista.

Anche la critica che fà nei confronti dei partiti può funzionare perchè viene denunciata la lontananza dalle tematiche femminili e femministe oppure si organizzano prendendosi degli spazi per portare avanti i temi delle donne che non saranno più quello del voto ma saranno altri temi più attuali. Benchè non sia stata femminista ci sono degli aspetti fondamentali in Hannah Arendt per comprendere il movimento femminista della seconda metà del novecento.

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