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Giordano Bruno: introduzione

Aggiornato il: 22 mag 2020

TRASCRIZIONE LEZIONE GIORDANO BRUNO

Video: https://www.youtube.com/watch?v=Sc89AStkgKM


Trascrizione a opera di Lorenzo Vergnasco La lezione di oggi è dedicata alla figura ed al pensiero di Giordano Bruno, la prossima settimana, tra l'altro, ci sarà la giornata dedicata a Giordano Bruno qua al nostro liceo per ovviamente, omaggiare, il filosofo di Nola a cui la nostra scuola ha deciso di intitolare l'istituto proprio per la genialità del pensiero, proprio per l'indomito anche carattere, proprio per la voglia della libertà, Bruno è l'emblema del libero pensiero, anche l'emblema del martirio del morire per un libero pensiero però poi Bruno è anche il simbolo di un'umanesimo, di un rinascimento effervescente fertile e fecondo, è un filosofo che ha unito al proprio interno il pensiero protoscientifico, naturalistico ed il pensiero umanistico. E' un intellettuale e filosofo a 360 gradi, dunque Bruno è l'emblema del filosofo, dell'intellettuale, del pensatore rinascimentale. In Bruno vi è la magia, in Bruno vi è il naturalismo, in Bruno vi è l'astronomo, in Bruno vi è il filosofo (ovviamente), vi è il letterato, lo scrittore di commedie. In Bruno, dunque, vi sono tantissime sfaccettature di un intellettuale a 360 gradi, è un pensatore eclettico, è un genio. Non lo possiamo etichettare come uno scienziato, non lo possiamo etichettare solo come un mago, solo come un letterato, solo come uno scrittore, a me allora piace proprio dire che Bruno è filosofo. E' filosofo nel senso più profondo della parola, cioè è un'intellettuale ed un pensatore in cui si sintetizzano, in cui confluiscono conoscenze direi millenarie: da Platone a Bruno passando per tutti i filosofi che ci sono in mezzo. Passando attraverso la letteratura passando dunque attraverso i rivoli del pensiero greco, del pensiero poi cristiano, del pensiero umanistico, va bene? Dunque Bruno come grande nodo anche del cinquecento. Poi c'è la vicenda Bruno, Bruno entra in contrasto fortissimo con la chiesa cattolica, romana. Verrà poi arrestato dalla santa inquisizione di Venezia e poi verrà ceduto dalla santa inquisizione di Venezia alla santa inquisizione romana, nel 1592 da Venezia verrà mandato a Roma ed a Roma dal 1592 per più anni, pensate quasi otto anni, Bruno subisce un lunghissimo processo che terminerà con la sua condanna a morte e con quell'uccisione in pubblica piazza a Roma, Piazza campo dei fiori, dove oggi vi è appunto una statua a lui dedicata, statua di fine ottocento dall'Italia unitaria post risorgimento, verrà bruciato, arso vivo, appunto in piazza Campo dei fiori nel 1600, il 17 Febbraio, giorno noi ricordiamo la sua figura, il suo pensiero ed anche il suo martirio. Bruno nasce a Nola, filosofo nolano, quindi siamo nell'Italia meridionale, nasce a Nola, dunque siamo in Campania nel 1548. Entra nell'ordine domenicano, una formazione domenicana, ma questa formazione religiosa, domenicana gli va stretta in quanto Bruno sin da ragazzo è un'animo inquieto, un'animo ribelle. Sin da ragazzo mostra uno spirito vitale, uno slancio vitale, una voglia anche di vita e di pensiero fuori dal comune. Poi Bruno sin da ragazzo si mostra geniale, geniale ad esempio nell'arte della mnemotecnica, della memoria. Bruno è dotato di una memoria spaventosa, di una memoria spaventosa che poi lui affina con le tecniche lugliane (arte appunto latina) dette appunto mnemotecniche e Bruno riusciva a memorizzare sequenze numeriche di centinaia di numeri e per queste sue capacità di mnemotecniche verrà anche poi chiamato presso le corti di sovrani europei ovviamente non solamente per queste sue capacità di mnemotecniche, non trasformiamolo in un giullare, però affascinava molti sovrani d'Europa anche per queste sue capacità di mnemotecniche. Poi anche per le sue capacità di magia, di naturalismo, di filosofia, di pensiero forte, di pensiero anche vivace, vivo. Dunque questa formazione religiosa, dentro il chiostro domenicano lo porta poi immediatamente a sentirsi ingabbiato, in gabbia e dunque comincerà di fatto a viaggiare per l'Europa: Napoli, poi Roma e poi Tolosa e poi Parigi e poi l'Inghilterra e poi dopo la Germania per poi tornare in Italia a Venezia e ci arriviamo. Dunque Bruno è una figura europea, la figura di Bruno come emblema del libero pensiero, e una figura riconosciuta oggi anche all'interno dell'unione europea. Bruno è l'emblema si di un pensatore dell'Italia meridionale ma anche di un pensatore che dall'Italia meridionale attraverso il suo viaggiare, il suo peregrinare e peregrinare per tutta l'Europa porta questo slancio vitale e questa forza presso la corte del re d'Inghilterra, presso la corte del re di Francia, presso molte città europee. Dunque abbiamo detto: animo inquieto, animo ribelle, spirito vitale, non accetta questa educazione religiosa che considera appunto una gabbia, un limite. Esperto di mnemotecniche, conoscitore delle lingue antiche (ovviamente della lingua latina e di quella greca) Bruno rimane affascinato dai poeti latini, Bruno rimane affascinato dalla letteratura latina e dunque è un'intellettuale a 360 gradi, è quindi un uomo di un'immensa cultura. Cosa accade a questo uomo? Perché questo uomo verrà appunto condannato ed ucciso. Bruno, commette molti errori da un punto di vista diremmo diplomatico e politico per poter vivere. Probabilmente il suo primo errore è quello di diventare un sostenitore di Copernico, nel momento stesso in cui Copernico in quegli anni, anni sessanta del cinquecento, ha pubblicato il "De rivolutionibus", nell'opera "De rivolutionibus" Copernico ha sostenuto l'eliocentrismo, la chiesa fa una battaglia durissima contro l'eliocentrismo ma badate non è che la chiesa sia composta da buzzurri ignoranti, non è che la chiesa non ci stia rendendo conto che le tesi eliocentriche di Copernico siano probabilmente le tesi giuste perché i conti di Copernico sono conti molto più credibili e vicini alla realtà astronomica, ma la chiesa, nonostante abbia dei dubbi ormai sul geocentrismo, si arrocca a difendere il geocentrismo proprio perché non vuole cedere culturalmente una battaglia che la indebolirebbe, la chiesa nel cinquecento è già uscita profondamente indebolita dall'emergere degli stati nazionali, dalle monarchie nazionali, le monarchie nazionali hanno in parte eroso il potere politico della chiesa e dunque la chiesa sta cercando di allearsi con i sovrani ma il vecchio ormai papato universale, il papa re d'europa è sempre più in difficoltà dunque politicamente la chiesa è in crisi, negli stessi anni durissimi colpi vengono inflitti, lo abbiamo fatto lo scorso anno, dalle riforme in particolare: Lutero, Zwingli e Calvino e dunque la chiesa sta perdendo anche l'egemonia religiosa. Se la chiesa dovesse anche perdere l'egemonia culturale la chiesa si troverebbe, di fatto, all'angolo e se dunque la bibbia, anziché essere il testo di riferimento anche della visione naturalistica e scientifica del mondo (e non lo è ovviamente) fosse relegata a mera interpretazione etica e morale la chiesa perderebbe una fetta di potere ed è quello che accadrà perché da Galileo in avanti la chiesa non potrà più sostenere, ovviamente, il geocentrismo e non potrà più sostenere la scientificità o presunta tale dell'antico testamento. Ma all'inizio quando Copernico pubblica la sua opera la chiesa si arrocca alla difesa del geocentrismo e obbliga, suggerisce con i modi calorosi che la chiesa sa fare suggerisce a Copernico di ritirare la sua opera o di non spiegarla e sostenerla, cosa fa Bruno? Bruno raccoglie il testimone del copernicanesimo, il testimone dell'eliocentrismo ed è più copernicano di Copernico cioè insegna le teorie di Copernico, i calcoli matematici di Copernico, l'eliocentrismo di Copernico in giro per l'Europa quando Copernico stesso ha rinunciato per paura, si chiama umana paura. Anche Bruno avrà paura, anche Bruno tenterà ad un certo punto una via d'uscita ma ha un problema Bruno che ogni volta che cerca una via d'uscita, che cerca di essere diplomatico ha una parte di se che non lo porterà mai abiuro, rinuncio, smetto, ho sbagliato. Dunque ogni volta che cerca comunque di ridurre, smussare le sue posizioni filosofiche, alla fine le (in modo anche indiretto) ribadisce sperando sempre (Bruno spera sempre) che ci sia nella chiesa una mente illuminata (l'ultimo papa in maniera particolare) che lo possa capire perché Bruno non vuole ovviamente attaccare in maniera totale sempre la chiesa ma Bruno vuole difendere le sue posizioni filosofiche e vuole che la chiesa sia anche disposta a discuterne ma quella chiesa li non vuole discutere, non può accettare dentro di sé un personaggio un personaggio forte e destabilizzante come Bruno. Dunque il primo elemento è il copernicanesimo cioè sostenere l'eliocentrismo e le teorie di Copernico. Ma il secondo elemento che lo porterà dritto dritto al rogo ( vi parlo di elementi filosofici poi ci sono anche le umane relazioni, i litigi, i complotti ed i tradimenti di cui dopo vi parlerò) è che Bruno va oltre a Copernico. Per Copernico l'universo è eliocentrico ma circolare e chiuso, Bruno sosterrà, recuperando Niccolò Cusano,Bruno sosterrà l'universo infinito: Dio e l'universo coincidono e sono nell'infinito, sono infiniti. Dio e l'universo sono l'infinito l'universo coincide con Dio, Dio coincide con l'universo e Dio e l'universo sono infiniti. Dunque non solo sostiene l'eliocentrismo ma Bruno sostiene anche la coincidenza tra Dio, l'universo e la natura ed il loro essere infinito. Dunque rinnega la trascendenza divina che è un dogma, che è un pilastro del cristianesimo. Dio è al di là della natura, Dio crea la natura, Dio non è immanente e per di più Dio non è coincidente con la natura. Dunque l'essere copernicanesimo ed il suo essere un teorico dell'universo che coincide con Dio lo portano alla condanna filosofica, queste due posizioni non sono (ovviamente) conciliabili con il pensiero della chiesa. Bruno verrà arrestato poi a Venezia perché è tradito dal Mocenigo, Mocenigo è il nobile che di fatto lo ospita a casa sua, è il nobile che anche per farsi bello ha voluto Bruno a casa sua. Ma perché Bruno lascia l'Inghilterra e la Francia dove anche i re in parte lo proteggevano, perché viene a Venezia dove sa che in Italia vi è la chiesa che lo vuole condannare, è così ingenuo (forse si) ma Bruno vuole tornare in Italia e sceglie Venezia perché Venezia è una terra di maggior libertà, perché Venezia è una terra più laica, perché a Venezia c'era una repubblica, c'è il governo dei dogi. Dunque lascia comunque il mondo francese ed inglese, in Inghilterra era stato ben accolto dagli anglicani, c'è una parte di mondo cattolico che dice che la chiesa l'ha ucciso per un semplice motivo, ossia perché lui era una spia al soldo dei protestanti, in realtà Bruno (nella sua visione religiosa) non risparmia le critiche né ai cattolici né ai protestanti però c'è una parte di mondo cattolico che dice ma Bruno viene arso vivo perché alla fine era una spia al soldo del re d'Inghilterra e dunque era un traditore. Fatto sta che il Mocenigo ad un certo punto lo fa inquisire, lo consegna all'inquisizione di Venezia perché ad un certo punto Bruno è ingestibile, perché Bruno continua a sostenere anche le sue teorie pan-naturalistiche, tutto è natura, l'uomo deve sciogliersi nella natura, e dunque Bruno fa una vita anche di godimenti, spesso è ubriaco, fa una vita eroticamente (anche se a Venezia c'era la possibilità di una vita erotica, era una città di prostituzione, di gioco, di taverne in cui si giocava si scommetteva) dunque era una città particolarmente viva, se così possiamo considerare queste cose come elementi di vita. Però Bruno era anche un'uomo che faceva di questo spirito vitale un modo di vivere. Il bellissimo film di Montaldo (Giordano Bruno, 1973) ci fa vedere che ad un certo punto seduce col pensiero e con la voce una nobildonna, ma questa seduzione che non è fisica (ricordatevi sempre che la seduzione parte dalla testa), la seduzione è soprattutto psicologica, intellettuale e la seduzione (e quindi l'eccitamento) partono dalla testa. Spesso seduceva delle donne con la sua arte di parola, con la sua arte di ragionamento. Ma spesso portava anche le donne (e nel film lo fa vedere molto bene Montaldo) a provare desiderio (eros) a sdoganara il desiderio al di là delle canoniche tempistiche del marito, cioè provare pulsioni erotiche, provare piacere, per Bruno non è un peccato ma è una cosa naturale, dunque il sesso da Bruno viene ricondotto ad una sfera di naturalità, questo è un'altro elemento inaccettabile di una vita quasi proto-libertina che conduce Bruno. Il sesso è naturale, le pulsioni erotiche sono naturali come sono naturali le pulsioni intellettive, le pulsioni sociali perché l'uomo è animale naturale. Ma questo essere animale naturale vuol dire che è divino perché Dio, coincidendo con la natura, dire che l'uomo è uno slancio naturale vuol dire che l'uomo è slancio divino. Bruno è veramente simile alla dinamite nel cinquecento (anche se possiamo usarlo solo con il filosofo che si definisce dinamite ossia F. Nietzche), dunque in Bruno c'è questo elemento corrosivo e strabordante. Viene consegnato all'inquisizione veneziana ma i veneziani poi in gioco politico decidono di consegnare il pesce grosso, il grande prigioniero, di consegnarlo a Roma, ma a Roma non ha le prove, Roma ha paura ad uccidere Giordano Bruno semplicemente perché Bruno è conosciuto, Bruno è famoso, Bruno non è una strega (ci sono anni in cui le streghe vengono bruciate, arse vive quasi ogni giorno: in Toscana, in Piemonte, in Lombardia, a Roma, in Germania è pieno di processi contro le streghe) ma Bruno era con il re d'Inghilterra e ci sono persone ed intellettuali che vogliono difendere Bruno o comunque cercherà una soluzione per cui Bruno smetta, per cui Bruno ritratti e cercare una sorta di via d'uscita. Ma poi verrà ulteriormente tradito perché altri eretici (Celestino da Verona ad esempio) lo accuseranno mettendo in bocca a Bruno, Bruno è un bestemmiatore, perché lo tradiscono nelle carceri? per avere salva la pelle. La chiesa prima uccide quelli che l'hanno tradito e dopo uccide lo stesso Bruno. La chiesa è una macchina di tortura e di morte perché gli strumenti per far parlare li trova. Tutte le cose che diceva verranno prese come accusatori e queste accuse verranno prese dalla chiesa di roma per trasformarle nell'atto finale davanti al quale lui, nonostante alcune settimane prima cerchi un dialogo privato con il papa (Clemente VIII) che non porterà però a nessuna conclusione, Bruno non abiurerà come vorrebbe la chiesa e pertanto viene condannato a morte.

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