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Pillola di maturità: Superuomo e Ubermensch

In questa seconda pillola di maturità parliamo del concetto di superuomo in Nietzsche confrontato con il concetto di superuomo dI D'Annunziano, si parla di due concetti estremamente diversi.

Pertanto useremo la forma Ubermensch (oltreuomo) per quel che concerne il superuomo di Nietzsche e manterremo il termine superuomo per quel che riguarda il superuomo D'Annunziano.

Il superuomo di D'Annunzio è il superuomo esteta, è colui che cerca di fare della propria vita un'opera d'arte. D'Annunzio ambisce a questo superomismo in prima persona, è effettivamente un'estesa: dall'abbigliamento, dai luoghi che frequenta, dallo stile con cui comunica, dalla vita d'ebrezza, artistica, militare e politica che conduce.ù

Dunque il superomismo D'annunziano è incarnato dallo stesso autore ma è, appunto, un superomismo estetico.

La bellezza della vita, la bellezza della vita artistica, fare della vita un'opera d'arte (D'Annunzio che vola con il suo aereo durante la grande guerra, il D'Annunzio che marcia su Fiume) sono oltre che imprese politico-militari, imprese estetiche.

La bellezza del volare, il coraggio del volare, la bellezza e la forza e il coraggio del marciare su Fiume. L'azione politica si fà estetica ed è un superomismo di forza, di coraggio, di bellezza ed anche di lusso, forza e coraggio.

Questo superomismo può trovare riscontro anche in Marinetti (ossia il padre fondatore del futurismo artistico letterario )il padre, appunto, del manifesto del futurismo. Il coraggio in trincea di Marinetti, l'esaltare la mitragliatrice come una dama con cui danzare rappresenterebbero il superomismo estetico di D'Annunzio, sono però delle idiozie in quanto in guerra si muore, c'è dolore, c'è la mancanza dei cari, potrebbe venire meno la vita, verrà meno la speranza per un futuro migliore,le speranze vengono tradite ed i soldati hanno paura e vogliono scappare e devono ubriacarsi perchè vivono nel fango.

L'immagine estetica, dunque, della mitragliatrice di Marinetti come una donna, una bella dama con cui danzare alla musica delle raffiche di mitraglia è un'ideologia ben lontana dalla materialità reale dei fatti al fronte.

Oppure la trincea come alcova e luogo dell'amore di due amanti. In Marinetti c'è dunque un superomismo estetico (anche un po' sfrezzante della paura e della morte, elementi che poi finiranno in molti casi nel fascismo).

Dunque la concezione superomistica di D'Annunzio che si ritrova in Marinetti il disprezzo un po' della morte, il coraggio dell'andare in aereo, del marciare su Fiume, dell'andare veloce in automobile (questi elementi di coraggio e di disprezzo anche un po' del pericolo e di bellezza del brivido) appartengono ad una concezione superomistica estetica, superomismo estetico ed è ben lontano dall'oltreomismo.

L'otreomismo, l'oltreuomo di Nietzchiano sono prospettive filosofiche (d'altronde Nietzche è il filosofo del prospettivismo).

Non dimentichiamoci mai del primo Nietzche affascinato dalla grande rivoluzione di Schopenhauer ossia l'idea che il mondo sia una menzogna e un'illusione. Che al di là del velo di Maya si possa trovare veramente l'autenticità della vita che è volontà, egoismo, il mettere in discussione l'ottismo borghese di Schopenhauer affascina molto Nietzche.

Dunque Nietzche parte da un nichilismo passivo, da una accettazione della realtà come nulla, come illusione per andare poi verso il nichilismo attivo cioè colui che vuole annullare questo nulla e scontrarsi con il nulla, ribellarsi ed essere libero da come la figura delle tre metamorfosi del leone (Cammello nichilista passivo, leone nichilista attivo sfidando così il drago e sfidando la vita dicendo "Io voglio" al posto di "Tu devi", "Io voglio essere libero da"

Però poi questo prospettivismo di Nietzche passa dal nichilismo passivo e da quello attivo a quello poi dell' oltreomismo.

Il superuomo è l'evoluzione dal nichilismo passivo del cammello passando dal nichilismo attivo del leone si giunge al superomismo del bambino che grida di non voler essere solo più libero da ma di voler essere libero di e di creare. Il superuomo di Nietzche và dunque oltre l'uomo e nel bambino c'è una dimensione oltreomistica perchè è prima delle norme, delle regole, dell'obbedienza, della servitù, del fardello della vita, dell'essere conformista ed è creatore di orizzonti liberi, è il pittore dell'infinito, un vulcano ed è dinamite. L'oltreuomo è al di là del bene e del male, al di là dei limiti al di là delle tradizioni, colui che rompe le favole del mondo per poterne scrivere di nuove ma non più favole che umiliano la vita ma bensì favole con orizzonti di autenticità e di profondità. L'Ubermensch di Nietzche sà quindi dire si alla vita (Heidegger innesterà poi la sua distinzione tra vita inautentica e vita autentica del progetto)

La vita inautentica è la vita del "si dice"del "si deve" e del "si fà", la vita autentica (il progetto autentico) è quello della vita in vista della morte e c'è dunque la progettualità, c'è la verità, c'è la sfida, c'è il coraggio, c'è la forza, c'è il progetto delle cose autentiche e quindi al posto del "Si dice" e "Si fà" il "Si è".

Ed il concetto di Heidegger di "vita autentica" parte dal concetto superomistico nietzchiano il quale è un oltreuomo filosofico: è colui che ha saputo uccdere Dio, che ha ucciso Dio, che regge la morte di Dio senza scappare. Colui che si fà volontà di potenza, che rovescia la favola millenaria del platonismo e del cristianesimo, che riporta l'uomo a vivere sulla terra e non più nel cielo illuso.

A differenza del superuomo esteta, l'ubermensch di Nietzche è filosofico anche perchè l'arte di cui Nietzche parla è un'arte liberatoria dalle illusioni e và verso l'accettazione della vita anche nella sua dimensione di asprezza e di durezza e di un dionisiaco che non è appagante.

Il dionisiaco non è una festa dove ci si ubriaca ma bensì l'accettazione di una vita con le sue profondità e con i suoi abissi. E' la vita nella sua limitatezza e nel suo infinito, nella sua irregolarità, nel buio e nelle tenebre. Questo è il superuomo che accetta il dionisiaco, che accetta di osservare la medusa negli occhi correndo il rischio di essere tramutato in pietra, è l'artista non conforme ai canoni classici dell'estetismo formale, plastico. Si tratta, invece, dell'artista dello strappo, che và verso il cielo e soprattutto accetta l'eterno ritorno che non è un concetto estetico ma si tratta di un concetto abissale ovverro accettare la vita come ritorno costante ed uguale a se stesso, vita come clessidra che viene capovolta all'infinito e l'uomo che riesce ad accettare questo è oltreuomo (ubermesch).

Non siamo in presenza di un oltreomismo estetico ma più che mai di un oltreomismo valoriale e filosofico. L'uomo è visto come una corda tesa tra la bestia ed il superuomo collongandoci a metà di questa corda.

E' un oltreuomo filosofico che non ha nulla di fisico ma è una forza interiore, e se da una parte abbiamo la figura dell'esteta incarnata da Gabriele D'Annunzio e il suo superuomo letterario in contrapposizione vi è l'oltreuomo filosofico di Nietzche. Prossima pillola sarà dedicata a Fichte, Shelling ed Hegel ed il concetto di assoluto nell'idealismo filosofico tedesco.

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